Associazione E. Berlinguer Milano

News marzo 2020

Fare memoria per indagare e comprendere l’oggi ai tempi del coronavirus.
Dopo l’oscuramento della nostra pagina fb e dopo le difficoltà del server del nostro sito, ora con il coronavirus ogni cosa ritrova la sua giusta dimensione ed i pensieri trovano immediatamente le loro priorità.

Il nostro lavoro e la nostra produzione di memoria e materiale hanno rallentato ulteriormente ma non ci siamo scoraggiati; per chi come noi ha vissuto nella seconda metà del secolo scorso momenti di grande sviluppo seguiti da endemiche crisi, da fasi di duro isolamento con poi incredibili vittorie non c’è scoramento che tenga ma la convinzione che questo paese ha nel suo dna la forza per poter reagire ai corona più virulenti e uscirne dignitosamente magari rallentando il treno e ragionando insieme sul mondo che abbiamo costruito….

Con questa news di marzo iniziamo la pubblicazione online delle quattro serate sulla storia del Pci a Milano tenute alla festa provinciale de l’Unità del 1980. La prima iniziativa allora di questo genere coordinata da Guido Memo che ringraziamo anche per averci dato oggi copia dell’opuscolo che riproduceva quelle quattro serate; per la prima volta pubblicamente si avvertì in alcuni momenti del loro svolgimento il duro scontro allora in atto, le diverse letture di alcuni momenti di quella storia e soprattutto la reazione di quella parte dei dirigenti del partito milanese sconfitti e isolati da Berlinguer in termini di linea politica a livello nazionale ma ancora forti e organizzati a livello locale. La copertura quasi ideologica e ancora paludata è la solita asserita milanesità che nasconde in realtà una concezione della politica solo governista, istituzionale e rinchiusa nei rapporti tra partiti: con il sociale, i movimenti, la cultura e lo stesso Pci subalterni a quella logica. Leggete la terza e la quarta serata e vi sarà quasi tutto chiaro. Questo mese pubblichiamo in anteprima la terza (dall’VIII congresso del 56 fino all’esplosione del 68 con gli interventi schietti di Silvio Leonardi, Libero Traversa, Gian Luigi Asti e Mario Spinella (nessuna fondazione o istituto ha mai pensato di mettere online questi importanti documenti rendendoli accessibili a tutti…).

Il secondo punto del nostro sommario (quasi propedeutico al primo) vede l’intervento di Davide Lajolo nel novembre del 1961 alla Camera dei deputati a proposito della “speculazione a Milano sulle aree fabbricabili” da destinare anche alle grandi aziende del boom di quegli anni che insieme a quello di Giuseppe Sacchi del 1966 sempre in Parlamento sulle lotte, le discriminazioni e le conquiste degli operai in quelle stesse aziende danno un’idea di cos’era quella metropoli. Oggi quelle stesse aree dismesse date in pasto ad una nuova speculazione urbanistica sono state lo strumento per costruire la Milano della modernità a senso unico dei fondi internazionali e delle banche, degli eventi e di un modello sociale basato sulla precarietà di interi settori trainanti: ai tempi del corona virus un colosso dai piedi di argilla che fa rimpiangere gli anni delle fabbriche e degli uffici, dei servizi in continua espansione, degli operai tecnici e impiegati fieri della loro modernità e dei loro diritti che permise a quella città di reggere ad altre crisi senza sprofondarci dentro…

Non poteva mancare poi una riflessione fuori dal coro su Craxi la cui sconfitta ad opera di Mani pulite e non da parte della sinistra politica ha impedito a quest’ultima di essere tale adeguandosi all’andazzo corrente fino al disastro odierno affrontato anche dall’importante convegno dell’associazione romana Futura Umanità sulla crisi del capitalismo e la fine della sinistra a trent’anni dal crollo del muro e da un bel articolo de il Manifesto su “il lavoro torni a sinistra” a proposito di una strana coppia.

Non sarebbe mancata l’attualità con il tentativo di distrazione di massa messo in atto con il referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari e sulle attività del comitato per il No ma per fortuna è stato rinviato per evidente disinteresse del paese più che per l’attacco del virus.
Infine un commento di Guido Liguori alla riedizione delle Lezioni sul fascismo di Togliatti.

Sommario:
1. le quattro serate sulla storia del Pci a Milano alla festa provinciale de l’Unità del 1980
2. la denuncia di Davide Lajolo sulla bolla speculativa delle aree milanesi nell’intervento alla Camera dei deputati del novembre 1961 e quella di Giuseppe Sacchi nell’aprile del 1966 su lotte, discriminazioni e conquiste operaie a Milano alle radici dell’art.18
3. A trent’anni dal crollo del muro di Berlino con la fine della sinistra, la crisi del capitalismo e l’esigenza di un nuovo socialismo nel convegno di Futura Umanità
4. Il lavoro torni a sinistra: la strana coppia D’Alema/Landini
5. Su Bettino Craxi due riflessioni fuori dal coro di Pietro Folena e Marco Revelli
6. Guido Liguori sulla nuova pubblicazione degli Editori Riuniti: Lezioni sul fascismo di Palmiro Togliatti
7. Riproponiamo la scorsa news di gennaio (non da tutti ricevuta per motivi tecnici) con i principali passaggi degli intervenuti al convegno milanese sui trent’anni dalla Bolognina
per info: associazioneberlinguermilano@gmail.com per cancellarti rispondi Cancella in oggetto

1. Le quattro serate sulla storia del Pci a Milano alla festa provinciale de l’Unità del 1980. http://www.ilponte.it/programmaquattroserate1980.jpg

Questo mese pubblichiamo la terza: dall’VIII congresso del 56 fino all’esplosione del 68 con la relazione di Silvio Leonardi
http://www.ilponte.it/terzaseratarelazioneLeonardi.pdf
e gli interventi di Libero Traversa, Gian Luigi Asti e Mario Spinella. http://www.ilponte.it/terzaserata1980TraversaAsti.pdf
http://www.ilponte.it/terzaserataSpinella1980.pdf
Una serata libera trasparente e senza remore, diversamente dall’ultima già più paludata ma comunque esplicita nella relazione iniziale che segnerà la deriva migliorista del decennio successivo.

2. L’intervento di Davide Lajolo nel novembre del 1961 alla Camera dei deputati a proposito della speculazione a Milano sulle aree fabbricabili.
http://www.ilponte.it/Lajolointervento1961.pdf

L’ intervento di Giuseppe Sacchi nell’aprile del1966 alla Camera dei deputati sulle lotte, le discriminazioni e le conquiste degli operai milanesi: alle radici dell’art. 18
http://www.ilponte.it/Sacchiintervento1966.pdf

3. A trent’anni dal crollo del muro di Berlino con la fine della sinistra, la crisi del capitalismo e l’esigenza di un nuovo socialismo nel convegno di Futura Umanità:
la videoregistrazione dell’intero evento su https://www.radioradicale.it/scheda/597435

4. «Il lavoro torni a sinistra», asse fra D’Alema e Landini
La Strana Coppia. Dialogo in Cgil: «Servono le sardine operaie», «Contrattiamo cosa si produce». L’ex premier e il segretario del sindacato uniti «per rilanciare il ruolo pubblico»

https://ilmanifesto.it/il-lavoro-torni-a-sinistra-asse-fra-dalema-e-landini/

Il segretario generale della Cgil tacciato di essere un estremista e diventato – per sua stessa autoironica ammissione – «un moderato». Che dialoga di lavoro con l’ex presidente del consiglio della «sinistra liberale», con gli anni tornato ad usare parole come «proletariato» e «classe operaia». Ieri mattina solo posti in piedi all’aula Santi della Cgil – la più capiente Di Vittorio era occupata dall’Assemblea generale della Fiom – per parlare de «L’orizzonte del lavoro» con Maurizio Landini e Massimo D’Alema. L’occasione è la presentazione del numero di ItalianiEuropei – la fondazione di D’Alema – che ospita un dialogo scritto tra i due. Ad officiare c’è Bianca Berlinguer, fra gli astanti il professor Domenico De Masi.

L’OSPITALITÀ PORTA AD EVITARE di ricordare il 1997 quando il segretario del Pds D’Alema sfidò la Cgil (di Cofferati) a prendere atto che «mobilità e flessibilità sono un dato di realtà». Anche perché in quell’anno Landini era un semplice delegato della Fiom.

D’Alema e Landini sono comunque una «strana coppia» che si è conosciuta «da poco» ma che si «stima» e si sta spendendo
«per rilanciare la sinistra in Italia». Un obiettivo «fin troppo ambizioso» che parte da una lucida e autocritica disanima dei fallimenti degli ultimi trent’anni su entrambi i fronti. «La sinistra ha smesso di rappresentare il mondo del lavoro. È prevalsa una forma di partito sempre meno in grado di essere coinvolgente, motivante per chi lavora», spiega D’Alema. «Da trent’anni la politica non seleziona più operai, solo piccola borghesia rampante, il proletariato non accede più alla politica: le primarie, i comitati elettorali hanno espulso gli operai con una logica respingente: quando sentite l’espressione “la società civile” mettete mano alla pistola», è l’iperbole per rendere più chiaro il concetto.
Dall’altra parte Landini ricorda «il ritardo del sindacato nel capire i guasti che la precarietà avrebbe determinato, l’idea di poterla gestire invece che proporsi di metterla in discussione alla radice», e poi si lancia in una sommatoria storico-filosofica:
«Fordismo più socialismo ha prodotto solo fordismo: se assumo la libertà nel lavoro come elemento di rappresentanza si arriva al diritto di proprietà dell’imprenditore».
La critica al liberismo europeo è comune. «Vincoli e politiche di Bruxelles si sono scaricate tutte sul lavoro» (D’Alema), «Finita la svalutazione della lira che permetteva all’Italia di essere competitiva, è partita la svalutazione del lavoro» (Landini).

A RENZI SARANNO FISCHIATE le orecchie, anche se non è mai stato nominato: «Quando un ex presidente del consiglio dichiara che la cosa più di sinistra che ha fatto è il JobsAct, la rottura è decisiva. Se la sinistra riduce il lavoro a merce, è parte del problema non speranza di cambiamento», inaugura Landini. D’Alema considera «il Jobs act un atto catastrofico di rottura, percepito in modo devastante dai lavoratori» che «ha portato la sinistra ad una subalternità culturale al mondo dell’impresa» e si toglie qualche sassolino dalla scarpa dicendo: «Era più comprensibile aver civettato con la “Terza via” di Blair negli anni novanta che dopo la crisi del 2007». Sinistra e sindacato in quegli anni «non sono stati in grado di capire che le tutele erano diventate appannaggio di una minoranza ristretta di lavoratori e andavano allargate, sebbene in modo inclusivo». Per Landini
«il cambiamento radicale che stiamo vivendo dal punto di vista ambientale e tecnologico non può essere affrontato dal sindacato limitandosi a contrattare salario e orario con le imprese dopo che queste hanno deciso cosa produrre perché ci fa rimanere comunque subalterni. Dobbiamo invece puntare a permettere alle persone che rappresentiamo di partecipare alle decisioni su cosa e come produrre. Per farlo però non è sufficiente essere nei cda o avere azioni», sostiene Landini.

SUL FATIDICO «CHE FARE» d’ora in avanti i due hanno una visione vicina. «Politica e sindacato devono tornarsi a frequentare, un rapporto fisico, molecolare. Nel Pd le persone non sanno parlare con gli operai, non li capiscono: a Zingaretti consiglio una scuola di partito, uno dei docenti sarebbe sicuramente Maurizio Landini». «Ma ho la terza media», si schermisce l’altro.
Se l’obiettivo è il rilancio della partecipazione, D’Alema festeggia l’intervento «delle sardine che sono riuscite a contrapporsi dal punto di vista valoriale alla destra», ma «finché non ci saranno le “sardine del lavoro” non si mobiliterà un mondo fondamentale per la sinistra: se dopo il ’68 non fosse arrivato il ’69 sindacale le conquiste sociali degli anni ’70 non ci sarebbero».

STIMOLATI SULL’OGGI e sulla durata del governo Conte sia D’Alema che Landini hanno svicolato mostrandosi pessimisti.
«Per uscire dalla melma servirebbe rilanciare la qualità del capitalismo pubblico accompagnando con una mission le tante nomine che il governo dovrà fare», sintetizza l’ex presidente del consiglio. «Noi abbiamo lanciato una sfida unitaria al governo su pensioni, lavoro e fisco: attendiamo una convocazione da Conte per affrontare le tante crisi aziendali facendo sistema e gli chiediamo di non galleggiare, perché se galleggi solo, prima o poi affondi: c’è uno spettacolo politico che mi sta un po’ rompendo le scatole. Discutono e parlano di Pasqua e prescrizione. Ma nei giri che ho fatto, le persone non mi hanno fatto domande su questo», chiude Landini.

5. Su Bettino Craxi due riflessioni fuori dal coro:
Pietro Folena
http://www.strisciarossa.it/la-vera-sconfitta-di-craxi-lidea-sbagliata-che-la-sinistra-dovesse-diventare-liberista/

Marco Revelli
https://volerelaluna.it/commenti/2020/01/22/craxi-uno-come-noi/

6. Guido Liguori sulla nuova edizione delle Lezioni sul fascismo di Palmito Togliatti

Riproponiamo la scorsa news (non da tutti ricevuta per motivi tecnici) con i principali passaggi degli intervenuti al convegno milanese sui trent’anni dalla Bolognina: Aldo Tortorella, Massimo Gatti, Paolo Pinardi, Giuseppe Boatti, Bruno Casati, Ferruccio Capelli e Maria Grazia Meriggi

News gennaio 2020

I testi completi degli intervenuti: http://www.ilponte.it/testiatrentannidallabolognina.pdf

Video e testi scritti

Paolo Pinardi – presentazione
Carlo Ghezzi – le lotte operaie
Guido Memo – il partito di massa
Anna Celadin – donne movimenti e politica
Maria Grazia Meriggi – un autonomo sguardo storico
Pietro Folena – la modernità da Pasolini
ai social odierni
Aldo Tortorella – conclusioni

Promosso da:
Associazione Enrico Berlinguer di Milano
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Laboratorio Politico per la Sinistra

per info e adesioni:
info@ilponte.it
www.ilponte.it
fb: associazione Enrico Berlinguer – Mi

– La vita di Gramsci
– La formazione culturale e l’esperienza politica
– L’ordine Nuovo e il Gramsci dei Consigli
– I quaderni del carcere: egemonia e ruolo degli intellettuali
– I quaderni del carcere: Blocco storico e conquista del potere, l’apporto di – Gramsci al marxismo
No a una nuova normalizzazione. Manteniamo aperta la speranza del cambiamento del 2011
Noi di quel PCI che avrebbe guardato con naturale speranza …
(ovvero qualche riflessione sui 5 anni della giunta Pisapia e sul vicino futuro)
A questo testo hanno finora aderito:
Mario Agostinelli, Ines Biemmi, Angela Catanzariti, Franco De Alessandri, Alberto Ettori, Stefano Fustaneo, Massimo Gatti, Luciano Grecchi, Ivana Marcatto, Stefano Mele, Rosario Mignemi, Claudio Molteni, Giuseppe Moretti, Robeto Mucciarini, Moreno Passoni, Laura Pezzenati, Antonio Piazzi, Paolo Pinardi, Francesco Rizzati, Valeria Zanella

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